Wordpress lento, come ottimizzare al meglio

in Ottimizzare Wordpress

Come velocizzare un sito web in WordPress

Il fattore velocità di un sito web sta diventando sempre più importante in termini di ranking seo. Il 40% dei visitatori abbandona un sito web quando impiega più di 3-4 secondi per caricarsi, dopo aver visualizzato una sola pagina. Attraverso Google Analytics è possibile misurare il tasso di abbandono delle persone dopo aver visualizzato una pagina grazie al bounce rate. Leggi questa guida sulla frequenza di rimbalzo per approfondire l’argomento.

È giusto dire che WordPress è un ottimo CMS per realizzare un semplice blog come questo o un sito web più complesso anche in poco tempo, con ottimi margini di configurazione e personalizzazione. Anche per chi è alle prime armi è sufficiente qualche conoscenza base sul funzionamento di un sito web, sapere cos’è uno spazio ftp e un database ed il gioco è fatto. Ma i problemi sono sempre dietro l’angolo, soprattutto per chi inizia a fare prove, installare temi, plugin, ecc… Nel dubbio, spesso, meglio un plugin installato in più che rinunciare a qualche funzionalità.

La creazione di post, pagine, la personalizzazione di temi e quant’altro salvano in qualche modo dei dati sulla nostra area ftp e sul database, a volte utili se non indispensabili altre volte invece solo controproducenti ai fini delle performance del nostro sito. Analizziamo di seguito alcune attività da prendere in considerazione per velocizzare il nostro WordPress.

Prima di iniziare con qualsiasi guida, consiglio vivamente di eseguire sempre un backup completo in modo costante del proprio sito, magari mensilmente, in modo da avere sul proprio disco a casa o in ufficio o su un servizio cloud qualsiasi, uno storico dei nostri contenuti.


 

Hosting WordPress

Sembra banale, ma credo sia il punto di partenza per avere un sito veloce, WordPress o no che sia. Possiamo applicare tutte le best-practices di questo mondo, ma se non abbiamo un ottimo servizio di hosting direi che è inutile parlare di velocizzare un sito web.

Occorre scegliere il proprio servizio di hosting con criterio, non lasciarsi catturare solo dal prezzo. Ma quali sono questi criteri? Un sito web sviluppato con WordPress necessita di un server Linux (con le varie distribuzioni che esistono), deve avere banda, dischi veloci e database performanti. Qualcuno mi dirà che WordPress può funzionare anche su hosting Windows: é vero, ma non addentriamoci qui in questi dettagli.

Di fatto, non avremo mai la certezza, soprattutto se non abbiamo il know-how necessario, di avere a disposizione un hosting performante. Purtroppo lo scopriremo solo dopo averlo acquistato e testato, a patto comunque di documentarsi online, o per passaparola con chi ha già provato il servizio. Solo se acquistassimo un server con una configurazione specifica, forse potremmo avere idea della velocità del server; diversamente, atteniamoci a quanto ci dicono i vari provider.

Ad oggi, avendo provato numerosi servizi di hosting, non mi è mai capitato di vedere servizi di hosting particolarmente lenti.


Plugin inutili

É vero che WordPress può funzionare benissimo senza plugin. È altrettanto vero che qualche plugin, senza esagerare, è giusto che ci sia. Occorre quindi limitare l’utilizzo di plugin relativamente alle funzionalità che vogliamo dare al nostro sito. Esiste anche un plugin, per assurdo, che ci dice quali plugin sono inutili sul nostro sito. Si chiama P3 plugin performance profile; una volta installato, questo plugin ci dice quali plugin rallentano il nostro sito attraverso un report di prestazioni, in termini di tempo di caricamento delle pagine. Questo ci permette di scoprire quei plugin sviluppati male o comunque senza quelle attenzioni che occorrono in termini di performance.

Il consiglio, per quanto possibile, è anche quello di cercare di incorporare direttamente nel tema attivo alcune funzionalità “semplici” in termini di sviluppo. Questo ci eviterebbe qualche plugin. Per esempio, i pulsanti social di condivisione  posso essere inseriti nel tema, nel punto in cui si vuole vedere il famigerato Like. Attenzione però agli aggiornamenti: se non ci si salva le modifiche che si fanno, si rischia poi di perdere tutto quando si aggiorna il tema.

L’idea di base è quella di capire quali sono quei contenuti creati attraverso un plugin e che possono essere sostituiti con qualche stratagemma “a mano”. Pensiamo a dei banner, dei widget, o altro ancora.


Release dei post

L’eliminazione delle release dei post è sempre quella meno considerata, purtroppo!

Quando creiamo degli articoli o delle pagine, WordPress salva ogni volta la versione del post precedente; questo significa che è possibile scorrere a ritroso le varie modifiche che sono state apportate al post stesso, un vero storico del nostro articolo con ogni singola modifica che abbiamo fatto. Questa funzionalità è attiva di default quando insalliamo WordPress, ed è valida anche per i “salvataggi automatici” che WordPress, sempre di default, ha attivo.

Ora, quante volte capita di salvare più di una volta lo stesso articolo solo per aver aggiunto o tolto una virgola o una maiuscola? Ogni volta che si salva un post (articolo o pagina che sia), occorre sapere che viene creato un nuovo record nel database, contrassegnando quello precedente come “storico” e quello attuale come “visibile”. La stessa cosa avviene per gli elementi messi nel cestino: il record nel database viene semplicemente contrassegnato come “eliminato”, ed è sempre presente nel database. Viene considerato eliminato, dopo che lo abbiamo rimosso dal cestino. Un po’ come il cestino sul nostro computer.

Naturalmente questa funzionalità di versioning è molto utile, soprattutto quando un post nasce strada facendo, magari di sera, poi il giorno dopo o addirittura quando siamo in viaggio. Ancor più utile quando utilizziamo sistemi come Page Builder o simili, che ci permettono di creare una pagina in WordPress con un compositore visivo.

Quindi, una volta che il nostro articolo o la nostra pagina sono pubblicati, è consigliato eliminare le versioni vecchie del post che abbiamo appena pubblicato. Ecco di seguito due metodi.

Metodo 1, tramite plugin

Soprattutto nel caso in cui non sia mai stato fatto un lavoro di pulizia, ci possono essere molto d’aiuto due plugin: Better Delete Revision il quale ci permette anche di ottimizzare il database (il classico comando  “OPTIMIZE TABLE” che non guasta mai, per chi mastica SQL sà di cosa stiamo parlando) oppure Drafts of Post Revisions.

Metodo 2, tramite query

In alternativa, per evitare di installare un plugin, ma solo se sapete quello state facendo, è possibile eseguire una query sul database. Eccola:

DELETE FROM wp_posts WHERE post_type = 'revision';

Ma attenzione, si rischia di fare danni! Quindi, se non siete consapevoli di quello che state facendo, affidate a qualche professionista del settore tale modifica.


Post Revisioning

Occorre sapere, tuttavia, che esiste anche la possibilità di disabilitare il post revisioning in wordpress. Un metodo consigliato se siete abituati a creare i vostri articoli “fuori” dal sito stesso, per esempio su Google Documents o Microsoft Word o altri. Tale metodo è attivo di default in WordPress.

Ci sono anche degli utenti che potrebbero preferire di non avere questa funzionalità, attiva di default in WordPress.

Occorre però agire sul file di configurazione di wordpress: wp-config.php installato nella root di WordPress sul proprio hosting. Nelle prime righe di questo file occorre aggiungere le righe di codice indicate di seguito.

Per disabilitare la revisione dei post, occorre aggiungere la seguente riga:

define('WP_POST_REVISIONS', false );

Inoltre, è possibile aumentare il tempo di revisione tra un salvataggio automatico e l’altro, per esempio portandolo a 10 minuti

define('AUTOSAVE_INTERVAL', 600 );

La prima, disabilita la revisione del post quando si salva.

La seconda, invece, porta a 600 secondi, ovvero 10 minuti, il tempo tra un salvataggio automatico e l’altro. Così si evitano di avere le revisioni automatiche (almeno entro i primi 600 secondi).

Una volta salvato il file, le nostre modifiche saranno subito attive.


Ottimizzare il database

Altro punto debole di un sito web con un database (quasi tutti, ormai) è il database. Qui dentro vi sono fondamentalmente tutti i contenuti testuali del nostro sito. Spesso vi sono contenuti bozze o post eliminati che stanno lì, nel nostro database e che non servono a nulla. Il plugin WP-Optimize ci permette di eseguire una vera e propria pulizia del nostro database, azione valida anche per i commenti spam.

Il fatto di avere tanti plugin installati, come detto prima, può essere controproducente. Per installati si intendono “Attivi”, quindi funzionanti. I plugin che intendiamo utilizzare saltuariamente, è consigliato lasciarli disattivati. In questo modo, WordPress, li ignora, anche se sono fisicamente presenti nel nostro spazio ftp. Questo plugin è uno di quelli: una volta terminato il suo utilizzo, è consigliato disattivarlo.


 

Concludendo, è scontato dire che un sito web deve essere veloce per poter permettere alle persone di navigarlo con facilità alla ricerca di quello che vuole. Esistono, inoltre, delle implementazioni più tecniche e più seo-oriented per ottimizzare la velocità del nostro sito. Prossimamente una guida esaustiva…

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